Rassegna quotidiana del mercato: i rischi nel Mar Nero sostengono i prezzi, ma la pressione del raccolto e la nuova offerta limitano i rialzi
I mercati agricoli hanno mostrato un tono misto il 25 agosto. Un forte sostegno è arrivato dai rischi di interruzione delle esportazioni nel Mar Nero e dalle minacce meteorologiche per mais e soia, ma ciò è stato in parte compensato dall’accelerazione dei raccolti nell’emisfero settentrionale, da un raccolto invernale record in Romania, dai progressi del raccolto in Ucraina e dalla liberalizzazione delle esportazioni di grano dell’India.
Panoramica
Il sentiment di mercato del 25 agosto è stato misto. Da un lato, cereali e semi oleosi hanno ricevuto sostegno dall’aumento dei rischi di interruzione legati alla guerra nel Mar Nero. Diversi report hanno segnalato esportazioni di cereali ferme o più lente, problemi nei porti e nelle spedizioni, e preoccupazioni più ampie sul fatto che le tensioni logistiche possano influire sia sui flussi attuali sia sulle prospettive di offerta della prossima stagione.
Dall’altro lato, la pressione ribassista è arrivata da espansione del raccolto e segnali di maggiore offerta. Il più rapido avanzamento dei raccolti nell’emisfero settentrionale, il grande conferimento di cereali del nuovo raccolto in Ucraina e il raccolto invernale record della Romania hanno tutti indicato una maggiore disponibilità nel breve termine. Anche il grano ha subito pressioni per via della rimozione delle restrizioni all’esportazione da parte dell’India, sebbene alcuni report suggerissero che gli acquirenti globali non si stessero precipitando immediatamente.
Fattori rialzisti
- Il rischio di interruzioni nel Mar Nero è stato il tema di sostegno più evidente. I report sull’escalation della guerra, sulle esportazioni ferme, sulle interruzioni nei porti e sulle minacce ai futuri flussi dei raccolti hanno sostenuto anzitutto il grano, con effetti di trascinamento su mais, orzo e mercati collegati al girasole.
- Il rischio meteorologico per il mais si è rafforzato. Le notizie legate a El Niño, al peggioramento delle condizioni delle colture, alle minori aspettative di resa e alla siccità in alcune aree degli Stati Uniti hanno aumentato le preoccupazioni sull’offerta e aiutato i prezzi del mais.
- Caldo e siccità in Europa hanno fornito sostegno, con report che indicavano una minore produzione di mais e soia nell’UE e una disponibilità più limitata di foraggi.
- La soia ha ricevuto un lieve sostegno dai segnali di domanda negli Stati Uniti, incluse vendite all’esportazione verso destinazioni sconosciute, contatti con acquirenti cinesi e segnali di progresso nelle vendite di soia alla Cina.
- Anche l’inflazione dei costi ha avuto importanza. Secondo i report, gli agricoltori statunitensi di cereali stanno affrontando costi nettamente più elevati, mentre il divieto russo di esportazione di diesel minacciava di aumentare i costi di carburante e logistica in tutta la regione del Mar Nero.
Fattori ribassisti
- L’accelerazione dei raccolti nell’emisfero settentrionale ha pesato sul grano aumentando l’offerta fisica nel breve termine.
- Il raccolto ucraino di 31.7 milioni di tonnellate di nuovo cereale ha rafforzato le aspettative di una maggiore disponibilità nel Mar Nero.
- Il raccolto invernale record della Romania è stato ribassista per grano, orzo e colza.
- Il cambiamento della politica indiana sulle esportazioni di grano ha aggiunto offerta regionale e potenzialmente globale. È stata segnalata una forte domanda dal Bangladesh, ma il segnale più ampio è rimasto comunque ribassista per il grano.
- Il mercato ha dovuto considerare anche la possibilità che la Russia possa sospendere il suo dazio all’esportazione di cereali, il che renderebbe più competitivi il grano, il mais e l’orzo russi e potrebbe aumentare i flussi di esportazione.
- Per il mais, non tutti i segnali erano rialzisti: un report ha suggerito prospettive di resa negli Stati Uniti migliori del previsto dopo che in alcune aree sono state evitate perdite dovute alla siccità.
Note sulle commodity
- Grano: il mercato più contrastato della giornata. La logistica del Mar Nero e i rischi di guerra hanno fornito sostegno, ma la pressione del raccolto, la riapertura delle esportazioni dell’India, il raccolto della Romania, il ritmo del raccolto ucraino e i possibili cambiamenti dei dazi russi erano fattori ribassisti.
- Mais: il tono è stato nel complesso un po’ più solido a causa del rischio meteorologico, delle preoccupazioni legate a El Niño e dello stress delle colture in UE/Stati Uniti, anche se i segnali sulle rese non erano univoci.
- Orzo: si è mosso soprattutto in sintonia con il grano e con la logistica del Mar Nero, mentre la maggiore offerta del raccolto invernale in Romania ha aggiunto pressione.
- Girasole: i dati diretti sulle colture erano limitati, ma il rischio di interruzione delle esportazioni nel Mar Nero è stato di sostegno per il comparto.
- Soia: impostazione moderatamente costruttiva grazie allo stress meteorologico e ai titoli sulla domanda export dal Nord America.
- Colza: sotto pressione per il raccolto invernale record della Romania.
Conclusione finale
L’equilibrio della giornata è stato complessivamente neutrale, con evidenze chiaramente contrastanti. L’impulso rialzista più forte è arrivato dal rischio di interruzioni nel Mar Nero e dalle preoccupazioni meteorologiche per il mais, mentre l’influenza ribassista più forte è arrivata dalla pressione del raccolto e dai nuovi segnali di offerta di grano. La direzione nel breve termine dipenderà probabilmente dal fatto che le effettive interruzioni delle esportazioni nel Mar Nero si aggravino abbastanza da superare il peso stagionale della disponibilità del nuovo raccolto.