Rassegna quotidiana dei mercati: i rischi nel Mar Nero sostengono i cereali, ma soia e parte del mais restano un freno
Il 7 agosto, cereali e semi oleosi sono stati per lo più sostenuti dall’escalation dei rischi per le spedizioni nel Mar Nero, dagli attacchi alle infrastrutture portuali e da più ampie preoccupazioni meteorologiche. Tuttavia, futures del grano più deboli, aspettative di ampie esportazioni brasiliane di soia e segnali contrastanti sul mais hanno impedito al tono generale di diventare decisamente rialzista.
Panoramica
Il tono generale dei mercati agricoli è stato moderatamente favorevole, trainato soprattutto dal grano e dai relativi cereali da mangime. Il tema dominante è stato il flusso costante di notizie che indicavano un peggioramento delle condizioni di spedizione nel Mar Nero, attacchi che colpiscono la logistica portuale ucraina e rischi più ampi di interruzione per le esportazioni di cereali da un corridoio chiave dell’offerta globale. Questo contesto sostiene grano, mais, orzo e indirettamente i prodotti del girasole perché aumenta le preoccupazioni su noli, assicurazioni e disponibilità.
Allo stesso tempo, gli elementi non erano univoci. Alcuni titoli suggerivano che il grano non stesse reagendo in modo drastico all’escalation nel Mar Nero, e un rapporto affermava esplicitamente che il grano era sceso sulle borse globali nonostante la forte domanda di importazione. Nella soia, il tono è stato più debole, con le aspettative di esportazioni brasiliane molto elevate e il rinnovato clima di incertezza commerciale che hanno pesato sul comparto.
Fattori rialzisti
- Il rischio di interruzioni nel Mar Nero è stato il fattore rialzista più evidente della giornata. Più articoli hanno segnalato l’escalation del conflitto, spedizioni di cereali interrotte, attacchi su Odesa, persistenti problemi portuali e una logistica export più rigida dall’Ucraina. Nel complesso, ciò implica costi di trasporto e assicurazione più elevati e una maggiore probabilità di ritardi nelle spedizioni o di una minore disponibilità all’esportazione.
- Le notizie secondo cui le esportazioni ucraine di cereali potrebbero crollare dopo gli attacchi su Odesa hanno rafforzato le preoccupazioni sulla capacità dell’offerta fisica di raggiungere gli importatori.
- Reuters ha riferito che i prezzi alimentari mondiali hanno toccato a luglio il massimo degli ultimi tre anni, mentre un altro articolo affermava che l’Indice FAO dei prezzi alimentari è salito leggermente. Entrambi sostengono l’idea di un contesto globale di prezzi agricoli più sostenuti.
- El Niño è stato evidenziato come una minaccia meteorologica ampia, in grado di perturbare le principali commodity scambiate attraverso siccità, piogge eccessive e incertezza sulle rese.
- In Nord America, una stima del raccolto di grano del Kansas ai minimi da decenni ha fornito ulteriore sostegno regionale al grano.
- Per il mais, segnali di supporto sono arrivati dall’Europa: importazioni di mais esenti da dazi consentite a causa della siccità persistente e aspettative per il più piccolo raccolto di mais della Francia dal 1980.
Fattori ribassisti
- Nonostante il premio al rischio legato al Mar Nero, un rapporto affermava che il grano è sceso sulle borse globali, suggerendo che l’azione immediata dei prezzi restasse prudente piuttosto che esplosiva.
- Un altro titolo indicava che il mercato stava valutando i rischi del Mar Nero invece di prezzare pienamente un grave shock dell’offerta.
- Il commento della NBU secondo cui l’attuale interruzione dei porti ucraini è più gestibile rispetto al 2022 attenua leggermente i timori più estremi sull’offerta.
- Il sostegno allo sviluppo dei porti della regione di Odesa è lievemente ribassista nel lungo termine perché infrastrutture migliori potrebbero alla fine aiutare le esportazioni a fluire più agevolmente.
- Per il mais, il suggerimento che un rally dopo il Labor Day potrebbe non materializzarsi è stato un lieve elemento negativo.
- La soia ha subito pressioni più nette dalle aspettative di esportazioni brasiliane verso la Cina storicamente elevate e dalle notizie secondo cui i dazi USA-Cina sono penalizzanti per il commercio della soia.
- Un articolo separato su raccolti record di mais e soia in Africa indicava anch’esso un’offerta migliore e un contesto di prezzi regionali più debole.
Note sulle commodity
- Grano: il principale beneficiario del flusso di notizie della giornata, soprattutto per la logistica del Mar Nero e il rischio di conflitto, anche se l’andamento dei prezzi in borsa è stato misto.
- Mais: quadro complessivamente misto. La siccità europea e le prospettive del raccolto francese sono state di supporto, ma lo scetticismo stagionale negli USA e una migliore offerta in alcune regioni hanno limitato il potenziale rialzista.
- Orzo: nessun titolo autonomo di rilievo, ma probabilmente trae sostegno dalle stesse preoccupazioni sulle esportazioni nel Mar Nero e sul mercato dei mangimi che interessano grano e mais.
- Girasole: il supporto è per lo più indiretto, legato all’interruzione delle esportazioni ucraine e al più ampio rischio logistico del Mar Nero per i semi oleosi.
- Soia: più debole dei cereali, sotto pressione per le abbondanti aspettative di esportazione dal Brasile e per l’incertezza sulla politica commerciale.
Considerazione finale
Il bilancio della giornata è stato moderatamente rialzista per il complesso globale dei cereali, con il sostegno più forte concentrato su grano e relativi cereali da mangime a causa del rischio di interruzioni nel Mar Nero. Tuttavia, non si è trattato di una netta rottura rialzista: futures del grano più deboli, segnali che l’interruzione portuale potrebbe essere più gestibile del previsto e titoli ribassisti sulla soia hanno mantenuto il quadro generale favorevole ma misto tra le diverse commodity.