Cereali e semi oleosi stretti tra il rischio del Mar Nero e la pressione del raccolto
Le notizie di mercato del 21 settembre sono state contrastanti. Il grano ha trovato sostegno nel rischio di guerra, nelle preoccupazioni meteo e nei maggiori costi logistici, ma ciò è stato in parte compensato dal miglioramento delle prospettive di esportazione russe e da un’offerta più rapida legata al raccolto da Stati Uniti e Ucraina.
Panoramica
Il 21 settembre ha portato un tono contrastante sui mercati agricoli. Sul fronte di sostegno, il grano ha tratto forza da notizie di prezzi vicini ai massimi pluriennali, dal persistente rischio per le esportazioni nel Mar Nero, dagli attacchi alla logistica ucraina, dal venir meno delle speranze diplomatiche e da più ampie preoccupazioni meteorologiche. Anche i titoli legati all’energia hanno avuto peso, poiché possibili restrizioni alle esportazioni di diesel indicavano costi più elevati per raccolta, essiccazione e trasporto.
Allo stesso tempo, il mercato ha mostrato anche chiari segnali ribassisti dal lato dell’offerta. La Russia ha eliminato i dazi all’esportazione dei cereali fino alla fine del 2026, i prezzi all’esportazione del grano russo sarebbero scesi con il miglioramento delle prospettive di spedizione e le infrastrutture portuali venivano adattate per movimentare più cereali. Il mais ha subito ulteriore pressione per il forte aumento delle esportazioni ucraine e per il progresso generalmente più rapido del raccolto negli Stati Uniti. La soia è stata appesantita dai dubbi sulla concreta attuazione di maggiori acquisti cinesi di prodotti agricoli statunitensi.
Fattori rialzisti
- Il rischio geopolitico nel Mar Nero è rimasto il principale sostegno per il grano. Diversi elementi indicavano il rischio di interruzioni delle esportazioni, attacchi alla logistica e minacce più ampie alla sicurezza alimentare globale.
- Il sentiment sul grano è stato sostenuto anche da notizie che collegavano guerra, condizioni meteorologiche avverse e carenze del raccolto a un’offerta più ristretta.
- Le speranze di una domanda di cereali più forte legata ai colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno aggiunto un segnale positivo sul lato della domanda.
- Le notizie su energia e carburanti sono state di supporto sul fronte dei costi. Possibili estensioni delle restrizioni russe alle esportazioni di diesel, e perfino discussioni su limiti statunitensi alle esportazioni di diesel, implicavano costi operativi e di trasporto più elevati in tutta l’agricoltura.
- In Nord America, alcune notizie su mais e soia sono state di supporto: peggioramento delle condizioni delle colture, ritardi localizzati dovuti alle piogge e spedizioni o ispezioni all’esportazione più forti.
Fattori ribassisti
- Il titolo più ribassista è stato la decisione della Russia di rimuovere i dazi all’esportazione dei cereali fino alla fine del 2026, che indica un’offerta di cereali del Mar Nero più competitiva sul mercato mondiale.
- Ulteriore pressione è arrivata da notizie di prezzi all’esportazione del grano russo più bassi e migliori aspettative di spedizione per settembre.
- L’espansione della capacità portuale russa per le esportazioni di cereali suggerisce inoltre una logistica più agevole e una maggiore disponibilità di offerta.
- Per il mais, il quasi raddoppio delle esportazioni ucraine e spedizioni totali di cereali pari a 4,6 milioni di tonnellate hanno aggiunto pressione dell’offerta a livello regionale.
- Negli Stati Uniti, un progresso del raccolto di mais e soia più rapido della media ha rafforzato la pressione dell’offerta del nuovo raccolto.
- La soia ha inoltre affrontato un segnale negativo sul lato della domanda da notizie secondo cui la Cina aveva promesso di acquistare più prodotti agricoli statunitensi, ma non aveva dato seguito.
- Nel comparto del girasole, il tono è stato lievemente ribassista a causa del possibile recupero delle vendite ucraine di olio di girasole verso l’India e dell’approvazione di esportazioni in esenzione da dazi di 6.000 tonnellate di olio di girasole da Zaporizhzhia occupata.
Note sulle commodity
- Grano: Il tono è rimasto volatile. Il rischio di interruzioni nel Mar Nero, le preoccupazioni meteo e i maggiori costi del carburante sono stati di supporto, ma le notizie su politica e spedizioni russe hanno limitato il rialzo.
- Mais: I segnali sono stati contrastanti. Il forte movimento delle esportazioni e i ritardi meteorologici localizzati negli Stati Uniti hanno aiutato, mentre il progresso più rapido del raccolto e le maggiori esportazioni ucraine hanno pesato sul mercato.
- Soia: La pressione del raccolto negli Stati Uniti e la minore fiducia negli acquisti cinesi sono stati fattori negativi, anche se alcuni ritardi legati al meteo hanno offerto un sostegno limitato.
- Girasole: Il flusso di notizie è stato leggermente ribassista perché indicava una disponibilità dell’offerta in qualche misura migliore.
Conclusione finale
L’impatto complessivo della giornata sul mercato appare neutrale con un orientamento contrastante. Il sostegno derivante dal rischio nel Mar Nero, dall’incertezza meteorologica e dall’inflazione dei costi del carburante è stato significativo, ma è stato in larga misura bilanciato da una maggiore disponibilità di cereali russi, da spedizioni ucraine più forti e dalla pressione stagionale del raccolto negli Stati Uniti. Nel breve termine, il grano resta il più sensibile agli sviluppi nel Mar Nero, mentre mais e soia probabilmente scambieranno maggiormente in base al ritmo del raccolto e ai segnali della domanda all’esportazione.