I rischi nel Mar Nero hanno sostenuto i cereali, ma offerta e meteo hanno limitato il rialzo
Il tono del mercato il 29 luglio è stato nel complesso di supporto, guidato dall’aumento dei rischi per le esportazioni dal Mar Nero, soprattutto attorno ai porti ucraini e alla logistica marittima russa. Tuttavia, parte di questa forza è stata compensata dalla revoca da parte della Turchia del divieto di esportazione del grano, da segnali più deboli per il grano UE e da condizioni meteo favorevoli negli Stati Uniti per mais e soia.
Panoramica
Il tono della giornata sui mercati agricoli è stato moderatamente di supporto, anche se non uniformemente rialzista. Il tema dominante è stato il Mar Nero: restrizioni alle spedizioni di grano russe, un aggravarsi della crisi dei porti ucraini, attacchi legati alla sicurezza di porti e navi e un rischio più ampio per il trasporto marittimo hanno tutti aumentato le preoccupazioni sulla disponibilità all’export da uno dei principali corridoi cerealicoli mondiali. Questo contesto ha sostenuto prima di tutto il grano, con effetti di sostegno anche per mais, orzo e flussi legati al girasole attraverso i canali della logistica e del rischio di approvvigionamento.
Allo stesso tempo, il mercato ha ricevuto diversi segnali compensativi. La decisione della Turchia di revocare il divieto di esportazione del grano ha indicato una maggiore offerta regionale. Le notizie secondo cui la Russia potrebbe valutare una protezione più forte per le navi che trasportano grano hanno suggerito che parte del rischio all’export potrebbe alla fine attenuarsi. Anche il grano UE ha mostrato un tono più debole in un titolo, mentre al di fuori del Mar Nero la storia statunitense è apparsa più ribassista per le colture a filare, con modelli di resa dei fondi superiori alla stima USDA per il mais e condizioni meteo favorevoli per la soia.
Fattori rialzisti
- Le restrizioni alle spedizioni di grano tramite i terminal russi del Mar Nero hanno aumentato direttamente il rischio di una riduzione della disponibilità all’export da una grande regione fornitrice di cereali.
- La crisi dei porti ucraini si è aggravata, con avvertimenti di fallimenti tra gli agricoltori, rafforzando le preoccupazioni non solo sulle esportazioni attuali ma anche sulla produzione futura e sulla resilienza logistica.
- L’elemento di supporto più forte è stato il rapporto secondo cui gli attacchi ai porti del Mar Nero potrebbero ridurre drasticamente le esportazioni agricole dell’Ucraina, implicando una minore offerta esportabile per gli acquirenti globali.
- Un ulteriore sostegno è arrivato dalle notizie su spedizioni di grano militarizzate, attacchi contro navi nella regione e una minaccia segnalata che coinvolgeva un porto ucraino, tutti fattori che aumentano l’incertezza su assicurazioni marittime e noli.
- Anche la più ampia tensione geopolitica in Medio Oriente ha aggiunto un sostegno indiretto. Prezzi del petrolio più alti, sanzioni e rischi per il trasporto attorno all’Iran e a Hormuz, oltre alle interruzioni nel Mar Rosso, indicano tutti costi più elevati per energia, trasporto e fertilizzanti.
- In Europa, la siccità in Inghilterra e gli estremi meteo in Germania hanno aggiunto un secondo livello di supporto attraverso preoccupazioni su rese e qualità.
Fattori ribassisti
- La Turchia ha revocato il divieto di esportazione del grano dal 29 luglio, aumentando la disponibilità regionale di grano e agendo come un significativo contrappeso ribassista.
- Le notizie secondo cui la Russia sta valutando opzioni per proteggere le navi che trasportano grano potrebbero ridurre il rischio logistico nel Mar Nero se attuate in modo efficace.
- I colloqui tra Ucraina, Commissione europea, Moldova e Romania su esportazioni stabili di prodotti ucraini hanno suggerito che flussi più regolari potrebbero essere possibili, un elemento lievemente ribassista per i prezzi.
- Per il mais, la pressione al ribasso è arrivata dall’idea che i modelli di resa dei fondi siano superiori alla stima USDA, implicando che il mercato potrebbe iniziare a prezzare un raccolto statunitense più grande. Anche una notizia su un raccolto precoce di mais avviato verso un buon esito ha rafforzato questo tono.
- Per la soia, l’input ribassista più chiaro è stato il meteo favorevole negli Stati Uniti, che migliora le prospettive del raccolto e riduce il rischio di offerta.
- I commenti su mercati dei cereali più deboli e una pressione ribassista più forte su soia e grano, insieme a prezzi agricoli deboli e condizioni creditizie negli Stati Uniti, hanno aggiunto uno sfondo di sentiment più morbido.
Note sulle commodity
- Grano: il principale vincitore della giornata. I titoli sulle interruzioni dell’export dal Mar Nero sono stati numerosi e forti, anche se in parte compensati dal cambio di politica della Turchia e da segnali di prezzo più deboli nell’UE.
- Mais: ha ricevuto un sostegno indiretto dal rischio nel Mar Nero e dalla logica di sostituzione, ma i segnali su rese e raccolto negli Stati Uniti sono stati ribassisti.
- Orzo: ha seguito in generale il grano perché il driver principale era il rischio logistico regionale per l’export.
- Girasole: sostenuto dalle minacce ai porti ucraini e ai flussi di esportazione.
- Soia: relativamente più debole perché le notizie sul meteo negli Stati Uniti erano chiaramente negative per i prezzi.
Conclusione finale
Nel complesso, la seduta è stata moderatamente rialzista per i cereali legati al Mar Nero, soprattutto per il grano, perché i rischi di interruzione di export e porti hanno dominato il flusso di notizie. Tuttavia, non si è trattato di una narrativa di rialzo unidirezionale. Una maggiore offerta regionale di grano, possibili misure di stabilizzazione logistica e condizioni meteo favorevoli per i raccolti negli Stati Uniti hanno creato una reale resistenza. La conclusione più chiara è che il rischio geopolitico e logistico ha sostenuto i prezzi, mentre i segnali di offerta e meteo altrove hanno mantenuto il mercato più ampiamente misto.