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Rapporto giornaliero
23 set 2026
5 min di lettura

I mercati dei cereali hanno chiuso contrastati: i titoli sul Mar Nero hanno spinto il grano in entrambe le direzioni, mentre mais e soia si sono indeboliti

Il flusso di notizie del 23 settembre è stato contrastato per cereali e semi oleosi. Il grano è rimasto stretto tra i rischi di interruzione nel Mar Nero, di supporto ai prezzi, e segnali ribassisti legati a possibili tregue e a esportazioni più fluide. Mais e soia hanno mostrato una tendenza più debole per l’avanzamento del raccolto, il meteo e un’azione dei prezzi più fiacca, mentre l’orzo ha ricevuto solo un sostegno limitato.

Panoramica

Il flusso globale di notizie agricole del 23 settembre è stato contrastato, lasciando il tono complessivo del mercato neutrale. Il grano ha dominato la seduta, con il Mar Nero che è rimasto il principale fattore trainante. Da un lato, il protrarsi della guerra tra Russia e Ucraina, il rischio per le spedizioni e le notizie di interruzioni nelle spedizioni russe di grano hanno sostenuto i prezzi. Dall’altro, i titoli diplomatici su una possibile tregua marittima, il rinnovo di accordi sul grano e rotte di esportazione alternative per l’Ucraina hanno ridotto il premio per il rischio.

Il mais ha mostrato nel complesso un tono più debole. Ci sono stati segnali di domanda favorevoli dalle vendite di mais statunitense al Messico e da un maggiore utilizzo di mais per l’etanolo carburante, ma questi fattori sono stati compensati da notizie di prezzi del mais più bassi, condizioni meteo più secche per il raccolto negli Stati Uniti e progressi più rapidi del raccolto in alcune aree della Corn Belt. Anche la soia ha mostrato una tendenza più debole, mentre i trader osservavano possibili sviluppi commerciali tra Stati Uniti e Cina. L’orzo è risultato più tonico solo marginalmente, soprattutto per l’incertezza dell’offerta nel Mar Nero e per le preoccupazioni sulla redditività dell’orzo da malto.

Fattori rialzisti

  • La guerra in corso tra Russia e Ucraina ha continuato a sostenere il grano attraverso rischi elevati per esportazioni, logistica e assicurazione delle spedizioni nel Mar Nero.
  • Le notizie secondo cui gli acquirenti di grano si stavano preparando a costi più elevati, insieme alla possibilità che le interruzioni potessero spostare la domanda verso il grano statunitense, hanno sostenuto i valori globali del grano.
  • Una semina più lenta del grano invernale in Russia a causa di terreni asciutti ha aumentato il rischio produttivo per la prossima stagione in un grande esportatore.
  • La notizia che gli attacchi ucraini nel Mar Nero hanno interrotto le esportazioni russe di grano e ridotto le spedizioni ha fornito supporto al grano e, in misura minore, a mais e orzo.
  • Per il mais, le vendite all’esportazione statunitensi verso il Messico e un maggiore utilizzo di mais per l’etanolo carburante sono stati moderatamente favorevoli.
  • Per l’orzo, le preoccupazioni sul fatto che non ci si possa aspettare che gli agricoltori coltivino orzo da malto senza margine hanno indicato una possibile restrizione dell’offerta.

Fattori ribassisti

  • La principale pressione sul grano è arrivata dai titoli diplomatici che suggerivano possibili progressi verso una tregua marittima o un cessate il fuoco limitato con effetti sui flussi di grano.
  • Le modifiche alle procedure di ingresso sul Danubio e la ricerca da parte dell’Ucraina di rotte di esportazione baltiche hanno suggerito un certo allentamento dei colli di bottiglia logistici.
  • Le notizie secondo cui il grano è sceso al minimo di quattro settimane a causa di un dollaro più forte e della diplomazia sull’Ucraina hanno rafforzato il tono più debole.
  • Per il mais, tra gli elementi ribassisti figuravano notizie di una svendita, meteo più secco per il raccolto nella Corn Belt statunitense, raccolto in anticipo rispetto alla media in Illinois e adeguata disponibilità di mais in Messico.
  • Per la soia, i titoli indicavano esplicitamente prezzi più bassi mentre i trader osservavano un possibile accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina.
  • Il sentiment più ampio sui cereali è stato inoltre appesantito da notizie di cereali in calo in vista di incontri commerciali e dalla delusione legata alle aspettative sulla Cina.

Note sulle commodity

  • Grano: il mercato centrale della giornata. Le evidenze sono state chiaramente contrastate: le interruzioni geopolitiche hanno sostenuto i prezzi, mentre le speranze di esportazioni più regolari dal Mar Nero li hanno appesantiti.
  • Mais: leggermente ribassista nel complesso. La domanda all’esportazione e l’uso per etanolo hanno aiutato, ma i progressi del raccolto e un’azione di mercato più debole sono stati più evidenti.
  • Orzo: moderatamente sostenuto dall’incertezza nel Mar Nero e dalle preoccupazioni sui margini dell’orzo da malto, anche se l’impatto è apparso limitato.
  • Soia: tono più debole, guidato soprattutto da un’azione dei prezzi più fiacca e dall’incertezza commerciale piuttosto che da uno shock confermato di domanda.

Conclusione

La giornata si è chiusa senza una direzione unica e chiara. Il grano è rimasto tirato tra il rischio nel Mar Nero e i titoli su una de-escalation nel Mar Nero. Mais e soia sono apparsi più deboli nel breve termine, ma le notizie non indicavano un nuovo grande shock di domanda-offerta. La lettura complessiva migliore della seduta è quindi neutrale, con segnali contrastanti tra le commodity e fattori particolarmente conflittuali nel grano.