Rassegna giornaliera del mercato: cereali e semi oleosi hanno chiuso con segnali contrastanti
Il 14 settembre, i mercati agricoli hanno registrato un flusso di notizie contrastante. Il grano è stato sostenuto dalle preoccupazioni per le esportazioni dal Mar Nero e dalle spedizioni ucraine più deboli, ma è stato penalizzato dalle notizie sul corridoio baltico della Russia e dalle speranze di de-escalation. Il mais ha trovato supporto in una prospettiva di raccolto più bassa e nel raccolto francese fortemente ridotto, mentre l’avanzamento del raccolto negli Stati Uniti ha aggiunto una pressione stagionale. La soia è apparsa più solida grazie alla domanda cinese e all’attività di esportazione.
Panoramica
La sessione del 14 settembre si è conclusa con un tono contrastante tra i principali cereali e semi oleosi. Il flusso di notizie più intenso è arrivato dal Mar Nero, dove le persistenti preoccupazioni sulla logistica delle esportazioni ucraine sono state compensate dai segnali che alcune rotte commerciali potrebbero stabilizzarsi o che le tensioni geopolitiche potrebbero attenuarsi. Di conseguenza, il sentiment sul grano è rimasto contrastato.
Nel mais, l’equilibrio è risultato in qualche misura favorevole. I futures statunitensi sono stati segnalati in rialzo, le prospettive di raccolto dell’USDA sono state ridotte e ulteriori notizie hanno indicato un’offerta più stretta e una domanda più forte. Anche l’Europa ha aggiunto un elemento rialzista, con la Francia che dovrebbe raccogliere il suo più piccolo raccolto di mais degli ultimi 50 anni. Tuttavia, l’inizio del raccolto in diversi Stati USA e valutazioni delle colture generalmente discrete hanno limitato il potenziale rialzista.
Nella soia, il tono è stato più solido. Gli acquisti cinesi, le forti ispezioni all’esportazione e le notizie di prezzi in aumento sia negli Stati Uniti sia in Argentina hanno indicato una domanda resiliente e un complesso globale della soia favorevole.
Fattori rialzisti
- Le esportazioni settimanali di cereali dell’Ucraina sono diminuite del 32%, segnalando una minore disponibilità nel breve termine da parte di un fornitore chiave del Mar Nero.
- I continui timori di interruzioni delle esportazioni dal Mar Nero hanno continuato a sostenere il grano e, per estensione, alcuni cereali foraggeri sostitutivi.
- L’USDA ha ridotto la previsione delle esportazioni di grano del Kazakistan per il 2026/27, implicando una minore offerta di grano esportabile sul mercato mondiale.
- I futures sul mais sono saliti dopo una prospettiva di raccolto USDA più bassa, mentre rapporti separati hanno evidenziato scorte di mais ristrette e una domanda più forte.
- La Francia si appresta a raccogliere il suo più piccolo raccolto di mais degli ultimi 50 anni, un fattore rialzista significativo per i mercati europei e più ampi dei cereali foraggeri.
- La soia è stata sostenuta dalla domanda cinese, inclusi i progressi negli acquisti cinesi, forti ispezioni all’esportazione verso Cina e Giappone e notizie di prezzi più alti legati alla domanda e alle preoccupazioni per il raccolto statunitense.
- Il rischio meteorologico è rimasto rilevante: un El Niño potenzialmente forte è stato segnalato come rischio per il mais, mentre forti piogge nelle Praterie canadesi minacciavano ritardi nel raccolto e rischi per la qualità di grano e orzo.
Fattori ribassisti
- La Russia ha dichiarato che le esportazioni di cereali continuano attraverso un corridoio baltico di recente apertura, riducendo il rischio di interruzioni logistiche e migliorando la disponibilità all’esportazione.
- Gli sforzi di mediazione sulle spedizioni nel Mar Nero che coinvolgono Türkiye e India, insieme alle notizie di una possibile sospensione degli attacchi in vista dei colloqui, hanno ridotto parte del premio per il rischio geopolitico.
- Il grano ha inoltre affrontato un lieve elemento ribassista di più lungo termine derivante da una migliore prospettiva per il grano invernale 2027, sebbene quel segnale sia lontano nel tempo.
- Negli Stati Uniti, l’inizio del raccolto di mais e soia in Indiana, Nebraska, Minnesota e altre aree ha segnalato l’ingresso di nuova offerta sul mercato.
- Il 57% del mais USA e il 58% della soia erano valutati da buoni a eccellenti, attenuando alcune preoccupazioni sull’offerta.
- Ulteriori rapporti locali su rese del mais discrete e un lieve miglioramento delle condizioni delle colture in alcune parti degli Stati Uniti hanno anch’essi limitato il rialzo.
- Nei semi oleosi, la notizia che l’Ucraina ha perso a favore della Russia il suo status di principale esportatore di olio di girasole ha indicato una maggiore disponibilità di olio di girasole dal Mar Nero e un tono più debole per quel comparto.
Note sulle commodity
- Grano: i segnali sono stati contrastanti. Il supporto è arrivato dalle esportazioni ucraine più deboli, dai timori di interruzioni nel Mar Nero, da una gara d’acquisto algerina e da aspettative più basse per le esportazioni del Kazakistan. La pressione è arrivata dal corridoio baltico della Russia, dalle speranze di de-escalation e dalla concorrenza russa più forte nei mercati del grano dell’Asia centrale.
- Mais: il tono è stato in qualche misura più costruttivo. Aspettative di raccolto più basse, il raccolto francese fortemente ridotto e narrative di offerta più stretta hanno sostenuto i prezzi, ma l’avanzamento del raccolto negli Stati Uniti ha creato una normale pressione stagionale.
- Soia: la giornata è apparsa moderatamente positiva grazie alla domanda cinese, all’attività di esportazione e alle discussioni su scorte relativamente ristrette.
- Girasole: il tono è stato più debole poiché la posizione esportatrice più forte della Russia ha suggerito una migliore disponibilità di offerta dal Mar Nero.
Conclusione finale
Alla chiusura, il quadro di mercato più ampio è apparso complessivamente neutrale, ma disomogeneo tra le commodity. Soia e mais sono apparsi relativamente più solidi grazie alla forza della domanda e a selezionati rischi di offerta. Il grano è rimasto intrappolato tra titoli opposti sul Mar Nero: i timori di interruzioni delle esportazioni hanno fornito supporto, mentre i segnali di continuità logistica e di possibile de-escalation hanno limitato il seguito del rialzo. Per le prossime sessioni, la domanda chiave è se le effettive interruzioni nel Mar Nero si intensificheranno oppure se la pressione stagionale del raccolto in Nord America tornerà a controllare la direzione dei prezzi.