Rassegna giornaliera di cereali e semi oleosi: il mais trascina al ribasso, il rischio nel Mar Nero limita il calo
I segnali di mercato del 9 ottobre sono stati contrastanti ma nel complesso orientati in modo moderatamente ribassista. La pressione principale è arrivata dagli Stati Uniti, dove l'USDA ha aumentato le stime di resa, produzione e scorte di mais e ha anche rivisto al rialzo le prospettive per la soia. Allo stesso tempo, i rischi per export e logistica nel Mar Nero hanno contribuito a evitare una flessione più profonda del grano.
Panoramica
Le contrattazioni del 9 ottobre hanno mostrato un tono contrastante ma nel complesso moderatamente ribassista per cereali e semi oleosi. Il principale fattore negativo è arrivato dagli Stati Uniti, dove diversi report legati agli aggiornamenti USDA/WASDE di ottobre hanno indicato una resa del mais più elevata, una produzione maggiore e scorte finali più ampie. Questo ha innescato una pressione diffusa sui futures del mais e si è riversato sui mercati dei mangimi. Anche la soia ha subito pressioni dopo le notizie secondo cui l'USDA ha aumentato le previsioni di produzione e scorte.
Tuttavia, la seduta non è stata uniformemente debole. Il grano ha trovato sostegno nel premio per il rischio del Mar Nero. Il flusso di notizie ha evidenziato un forte calo delle esportazioni di cereali dal Mar Nero nel contesto di un ampliamento della guerra marittima, rischi di interruzione attorno ai porti meridionali russi e minacce persistenti alle infrastrutture portuali, di spedizione e di energia dell'Ucraina. Questi fattori hanno contribuito a compensare parte dell'influenza ribassista proveniente dalle notizie sull'offerta negli Stati Uniti.
Il risultato è stata una giornata di mercato in cui il mais è stato chiaramente la principale coltura più debole, la soia ha mostrato una tendenza più morbida e il grano ha scambiato su segnali contrastanti, con il sostegno geopolitico che ha limitato un ribasso più ampio.
Fattori rialzisti
- Il tema di sostegno più forte è stato il rischio di interruzione delle esportazioni dal Mar Nero. Un report ha affermato che le esportazioni di cereali dal Mar Nero sono crollate nel contesto di un ampliamento della guerra marittima, un segnale chiaramente rialzista per grano, mais, orzo e il comparto del girasole.
- Un ulteriore sostegno è arrivato dalle notizie secondo cui gli attacchi con droni ucraini hanno interrotto le attività nei porti meridionali della Russia, aumentando l'incertezza logistica e potenzialmente restringendo la disponibilità di export nel breve termine.
- Diversi elementi hanno indicato rischi persistenti per i porti ucraini, la sicurezza delle spedizioni, le infrastrutture energetiche e la logistica, tutti fattori che possono sostenere un premio geopolitico nei mercati di cereali e semi oleosi.
- Negli Stati Uniti, il clima umido in Iowa, il rallentamento del raccolto in 11 stati e le preoccupazioni sulla qualità del grano hanno offerto un certo sostegno a mais e soia ritardando l'arrivo del prodotto sul mercato e aumentando i rischi qualitativi.
- A livello globale, le notizie su prezzi alimentari elevati e sulle minacce meteorologiche future legate a una possibile La Niña hanno aggiunto uno sfondo di sostegno, anche se questi rischi restano prospettici più che immediati.
- Anche i costi elevati di carburante e fertilizzanti sono stati citati come fattore di sostegno strutturale attraverso costi di produzione più alti.
Fattori ribassisti
- Il principale fattore ribassista è stato il segnale dell'USDA secondo cui la resa del mais negli Stati Uniti è stata aumentata a 181.2 bpa, insieme a una produzione più alta e a scorte finali maggiori. Diversi report hanno descritto questo dato come una sorpresa che ha spinto nettamente al ribasso il mais.
- Diversi titoli hanno affermato esplicitamente che il mais è sceso dopo i report USDA Grain Stocks e WASDE, con alcuni che hanno parlato di perdite vicine al limite o di una vendita diffusa sui futures.
- Ulteriore pressione è arrivata dalle notizie di scorte di mais statunitensi più elevate e dai dubbi sulla solidità della domanda di mangimi.
- La soia si è indebolita dopo che l'USDA avrebbe aumentato le previsioni di produzione e scorte di soia, allentando le prospettive dell'offerta.
- Anche il grano ha subito pressioni ribassiste da notizie secondo cui il grano dell'UE è sceso dopo il sorprendente report sui raccolti dell'USDA, e dalla notizia che le esportazioni di grano dell'Ucraina si stavano avvicinando a 3 milioni di tonnellate, segnalando una disponibilità esportabile attiva.
- Altri elementi lievemente ribassisti hanno incluso una nuova rotta russa per l'export di cereali, che potrebbe migliorare la logistica e aumentare l'offerta disponibile, e un possibile allentamento della disponibilità di diesel, che potrebbe ridurre la pressione sui costi di trasporto e agricoli.
Note sulle commodity
- Mais: il mercato più debole della giornata. Le prospettive USDA di resa, produzione e scorte più elevate hanno superato il sostegno derivante dai ritardi del raccolto e dalle preoccupazioni meteo.
- Grano: tono contrastante. Il rischio di interruzioni nel Mar Nero è stato di sostegno, ma la pressione dei report statunitensi, i prezzi più deboli nell'UE e le esportazioni ucraine attive hanno limitato il rialzo.
- Soia: moderatamente ribassista per le maggiori aspettative su produzione e scorte negli Stati Uniti.
- Orzo e comparto del girasole: nessun dato autonomo di rilievo nel flusso di notizie, ma entrambi sono stati sostenuti indirettamente dai rischi per spedizioni ed export nel Mar Nero.
Conclusione finale
Il messaggio complessivo della giornata è stato moderatamente ribassista per il più ampio comparto dei cereali, guidato dalla vicenda del mais statunitense dopo le prospettive di offerta più comode dell'USDA. Tuttavia, i rischi geopolitici e logistici nel Mar Nero hanno impedito al grano e ai mercati correlati di seguire pienamente il mais al ribasso, lasciando il tono generale contrastante piuttosto che apertamente negativo per tutte le commodity.