Rassegna giornaliera del mercato: cereali e semi oleosi hanno chiuso con segnali contrastanti
Il 25 settembre, i mercati dei cereali e dei semi oleosi hanno registrato fattori contrastanti. Il supporto è arrivato dai rischi meteorologici negli Stati Uniti, dai ritardi nel raccolto della soia, dalle tensioni geopolitiche e dalle previsioni di esportazioni ucraine più deboli. La pressione è arrivata dalle speranze di esportazioni più forti dal Mar Nero, da un arretramento del mais e dall’assenza di progressi concreti sul commercio agricolo nei colloqui tra Stati Uniti e Cina.
Panoramica
Le contrattazioni del 25 settembre sono state caratterizzate da segnali contrastanti tra cereali e semi oleosi. Il grano ha attirato la maggiore attenzione, con il Mar Nero rimasto il tema centrale. Da un lato, i prezzi hanno trovato supporto nelle notizie di problemi logistici nel Mar Nero, nelle più ampie tensioni geopolitiche, nelle preoccupazioni per la siccità e in una previsione di forte calo delle esportazioni ucraine di cereali e semi oleosi nella seconda metà del 2026. Dall’altro lato, il sentiment è stato limitato dalle speranze di flussi di esportazione più forti dal Mar Nero e dalle notizie secondo cui gran parte della capacità dei terminal di esportazione della regione potrebbe ripartire se gli attacchi cessassero.
In Nord America, la soia è apparsa relativamente più solida a causa dei ritardi del raccolto negli Stati Uniti e delle preoccupazioni meteorologiche. Il mais è stato meno lineare: le preoccupazioni per il meteo hanno offerto supporto, ma diversi titoli hanno indicato un arretramento dopo il recente rialzo.
Fattori rialzisti
- I ritardi nel raccolto della soia negli Stati Uniti hanno ristretto la disponibilità nel breve termine e spinto i trasformatori a competere più aggressivamente per le forniture, sostenendo il complesso della soia.
- Le preoccupazioni meteorologiche negli Stati Uniti hanno sostenuto sia la soia sia il mais, poiché i mercati hanno incorporato possibili rischi per le rese o per il raccolto.
- La grave siccità in Texas ha aggiunto supporto regionale ai cereali foraggeri e alle preoccupazioni sull’offerta agricola.
- Le interruzioni logistiche nel Mar Nero e il rischio geopolitico hanno sostenuto il grano e offerto un certo supporto indiretto a mais e orzo attraverso l’incertezza sui flussi di esportazione.
- La previsione della BERD di un calo del 50–60% delle esportazioni ucraine di cereali e semi oleosi nel secondo semestre del 2026 è stata uno dei segnali di supporto più forti della giornata per grano, mais, orzo e il complesso del girasole.
- In Europa, un terzo raccolto consecutivo di grano nel Regno Unito sotto i 12 milioni di tonnellate e segnali di uno spostamento della domanda verso il grano francese hanno fornito un lieve supporto ai valori regionali del grano.
Fattori ribassisti
- Le speranze di esportazioni più forti dal Mar Nero hanno pesato sul grano e limitato il potenziale rialzista nei cereali foraggeri concorrenti.
- Le notizie secondo cui la Russia potrebbe riavviare l’80% dei terminal di esportazione di grano del Mar Nero se gli attacchi cessassero sono state chiaramente ribassiste per grano, mais e orzo, anche se tale scenario resta condizionato.
- Il vertice Trump-Xi non ha prodotto dettagli concreti sul commercio agricolo, riducendo le aspettative di un aumento della domanda nel breve termine per cereali e semi oleosi statunitensi.
- Il mais è arretrato dai massimi di tre anni, segnalando pressione correttiva dopo il recente rialzo.
- Per la soia, una nota negativa è arrivata dalle notizie secondo cui la soia è scesa insieme al petrolio greggio, riflettendo aspettative più deboli per la domanda di biocarburanti e una più ampia debolezza delle commodity.
- Un miglioramento localizzato delle rese del grano in Austria e un progresso della ricerca sulla tolleranza del grano alla siccità hanno aggiunto solo un limitato tono ribassista di più lungo termine.
Note sulle commodity
- Grano: la storia principale è stata lo scontro tra i segnali provenienti dal Mar Nero. Il supporto derivante dalla guerra, dal rischio logistico e da prospettive più deboli per le esportazioni ucraine si è scontrato con la pressione delle speranze di esportazioni più fluide.
- Mais: le preoccupazioni per meteo e siccità hanno fornito supporto, ma ciò è stato compensato dall’arretramento dai recenti massimi e dalla delusione per i dettagli commerciali tra Stati Uniti e Cina.
- Orzo: ci sono stati meno titoli diretti, ma l’orzo è rimasto legato al grano attraverso la concorrenza nelle esportazioni dal Mar Nero.
- Soia: il tono di breve termine è stato più solido a causa dei ritardi del raccolto negli Stati Uniti, anche se il petrolio greggio più debole ha limitato il potenziale rialzista.
- Girasole: il supporto è arrivato soprattutto dalla previsione di esportazioni ucraine di semi oleosi più deboli, ma i fattori specifici diretti per il girasole sono stati limitati.
Conclusione finale
Alla chiusura, il quadro agricolo più ampio è rimasto neutrale con direzione mista. Gli elementi rialzisti sono stati significativi, soprattutto per la soia e per il grano legato al Mar Nero attraverso il rischio sulle esportazioni. Ma questi sono stati bilanciati da segnali ribassisti legati a possibili miglioramenti nella logistica del Mar Nero, alla correzione del mais e alla mancanza di nuovo slancio commerciale tra Stati Uniti e Cina. La conclusione più chiara è che il mercato non si è assestato su una singola direzione e ha invece scambiato un mix contrastante di notizie su meteo, logistica e geopolitica.