Rassegna quotidiana del mercato: i rischi nel Mar Nero e i solidi segnali sul mais mantengono i mercati sostenuti
Il 12 settembre, cereali e semi oleosi hanno registrato un flusso di notizie per lo più favorevole. I principali fattori trainanti sono stati l’aumento dei rischi logistici nel Mar Nero, un bilancio del mais statunitense dall’aspetto più ristretto, lo stress meteorologico in alcune aree della Corn Belt USA e acquisti cinesi più forti di semi di soia statunitensi.
Panoramica
Il tono dei mercati agricoli è stato moderatamente favorevole il 12 settembre. I temi più forti sono emersi da due aree. In primo luogo, la regione del Mar Nero ha generato ripetuti titoli su attacchi, rischi di blocco e interruzioni ferroviarie, tutti fattori che hanno aumentato le preoccupazioni sui flussi di esportazione di cereali e semi oleosi. In secondo luogo, i fondamentali del mais statunitense sono apparsi più solidi dopo i report su prospettive di raccolto inferiori, un rapporto stocks-to-use sotto il 10% e stress meteorologico in stati chiave per la produzione.
Un ulteriore supporto è arrivato da acquisti cinesi più forti di semi di soia statunitensi e da notizie legate all’energia che indicavano costi più elevati per carburante, essiccazione, trasformazione e trasporto. Tuttavia, diversi elementi erano indiretti o localizzati piuttosto che shock immediati dell’offerta globale, quindi il tono complessivo del mercato è apparso favorevole ma non estremo.
Fattori rialzisti
- Il rischio per le esportazioni dal Mar Nero è aumentato. Diversi report hanno segnalato nuovi attacchi in Ucraina, danni alle infrastrutture economiche e ferroviarie e avvertimenti che un blocco del Mar Nero potrebbe minacciare l’approvvigionamento alimentare globale. Questo è favorevole per grano, mais, orzo e il complesso del girasole, perché ritardi nelle spedizioni o costi logistici più elevati possono restringere l’offerta disponibile per l’esportazione.
- Anche la logistica del grano russo ha subito pressioni. Un report secondo cui la Russia si sta rivolgendo all’Estremo Oriente per esportare grano a causa degli attacchi nel Mar Nero suggerisce maggiori attriti e possibili interruzioni per uno dei maggiori esportatori mondiali di grano.
- I fondamentali del mais USA si sono irrigiditi. Un rapporto stocks-to-use sotto il 10%, anche con un raccolto abbondante, segnala un margine relativamente ridotto rispetto alla domanda ed è tipicamente favorevole per il mais e i valori dei mangimi.
- Lo stress meteorologico ha aggiunto supporto al mais. Caldo e siccità in Kansas, insieme a una siccità in espansione nel Missouri prima del raccolto, hanno aumentato le preoccupazioni sulle rese del mais e, in misura minore, dei semi di soia.
- L’USDA ha ridotto le prospettive del raccolto di mais negli Stati Uniti, rafforzando l’idea di un’offerta più ristretta.
- La Cina ha aumentato gli acquisti di semi di soia statunitensi prima del raccolto, migliorando le prospettive della domanda export per semi di soia e farina di soia.
- I rischi legati a energia e fertilizzanti sono rimasti favorevoli. I segnali di una crisi energetica invernale, prezzi del diesel molto elevati e un attacco a un impianto chimico a Tolyatti indicano tutti costi potenzialmente più alti per input e logistica agricola.
Fattori ribassisti
- Alcune notizie erano solo indirettamente favorevoli ai prezzi delle colture. Per esempio, l’indagine dell’USDA su possibili pratiche di cartello nei fertilizzanti è una fase di raccolta di informazioni, non un cambiamento immediato nell’offerta di fertilizzanti.
- Diversi sviluppi sono apparsi localizzati piuttosto che sistemici. I prezzi del diesel in California e la siccità in specifici stati USA incidono su costi e rischio di resa, ma non dimostrano ancora uno shock dell’offerta a livello nazionale.
- L’impennata delle importazioni di mais del Marocco dall’Argentina sembra più uno spostamento dei flussi commerciali che un segnale di grave carenza globale.
- La notizia sul mercato energetico ha anche rilevato che tassi di interesse più elevati potrebbero frenare la domanda, limitando il potenziale rialzo derivante dalla sola inflazione dei costi.
Note sulle commodity
- Grano: Sostenuto principalmente dal rischio di interruzioni nel Mar Nero, inclusi attacchi, danni ferroviari, timori di blocco e possibili attriti all’export sia per l’Ucraina sia per la Russia.
- Mais: Il quadro rialzista più forte della giornata, trainato da aspettative inferiori sul raccolto USA, stocks-to-use sotto il 10%, stress meteorologico e segnali stabili della domanda di mangimi.
- Orzo: Sostenuto soprattutto attraverso il più ampio sentiment di rischio per le esportazioni dal Mar Nero.
- Girasole: Più tonico per le preoccupazioni sulla logistica ucraina e sui rischi per i flussi export dei prodotti del girasole.
- Semi di soia: Sostenuti da acquisti cinesi più forti e da un certo effetto di trascinamento delle preoccupazioni per la siccità negli Stati Uniti.
Considerazione finale
L’orientamento complessivo della giornata è stato moderatamente rialzista. I fattori più chiari sono stati l’aumento del rischio logistico nel Mar Nero e un bilancio del mais USA più ristretto. Allo stesso tempo, parte del supporto è arrivata da pressioni indirette sui costi e da notizie meteorologiche localizzate, quindi il contesto di mercato è migliorato in modo significativo senza trasformarsi in un vero e proprio panico da offerta.