Rassegna quotidiana del mercato: i rischi geopolitici sostengono i cereali
Il 13 settembre, i mercati dei cereali hanno trovato un moderato sostegno dall’aumento dei rischi logistici nel Mar Nero e dalle tensioni nel Mar Rosso. Il fattore più forte è stata la minaccia al traffico marittimo nel Mar Nero, mentre gli attacchi nella regione di Odesa e vicino al confine polacco non hanno incluso danni confermati alle infrastrutture portuali.
Panoramica
Il 13 settembre, il tono del mercato dei cereali è stato moderatamente favorevole ai prezzi. Il tema principale è stato l’aumento del rischio geopolitico attorno alle esportazioni dal Mar Nero e alle più ampie rotte del commercio marittimo. Il segnale più forte è arrivato dalle notizie di attacchi a navi cargo nel Mar Nero, che hanno aumentato il rischio di interruzioni delle esportazioni da una delle principali regioni mondiali fornitrici di grano. Un ulteriore sostegno è arrivato dalle tensioni nel Mar Rosso, che potrebbero aumentare i costi logistici legati a noli, assicurazioni e carburante.
Allo stesso tempo, alcuni dei titoli della giornata indicavano solo un impatto immediato limitato sul mercato. Gli attacchi nella regione di Odesa e vicino al confine polacco hanno aumentato i premi per il rischio attorno alla logistica ucraina e alle rotte di transito dell’UE, ma nei report forniti non vi sono stati danni diretti confermati a porti o infrastrutture di esportazione. Questo mantiene più contenuto l’effetto sui prezzi agricoli nel breve termine.
Fattori rialzisti
- Gli attacchi a navi cargo nel Mar Nero hanno aumentato le preoccupazioni per interruzioni delle esportazioni di cereali da una regione critica per l’export di grano.
- Le minacce al trasporto marittimo possono creare colli di bottiglia logistici e maggiori costi assicurativi, sostenendo il grano e potenzialmente spingendo al rialzo anche mais e orzo.
- Le tensioni nel Mar Rosso aggiungono rischio ai flussi di grano verso i paesi dipendenti dalle importazioni e possono far salire i costi di nolo e carburante.
- Le notizie di attacchi nella regione di Odesa e vicino al confine polacco aggiungono incertezza geopolitica attorno alla logistica delle esportazioni ucraine e al transito via terra verso l’UE.
Fattori ribassisti
- I report sugli attacchi nella regione di Odesa e vicino al confine polacco non includevano danni diretti confermati a infrastrutture portuali o di esportazione.
- Di conseguenza, l’effetto immediato sui flussi fisici di cereali dall’Ucraina appare limitato per ora, nonostante premi per il rischio più elevati.
- Parte del sostegno del mercato si basa ancora sulla possibilità di interruzioni, piuttosto che su blocchi confermati delle esportazioni su larga scala.
Note sulle commodity
- Grano: ha mostrato il sostegno più evidente, poiché tutti i principali titoli erano incentrati sulla logistica marittima, sulle esportazioni dal Mar Nero e sui rischi per i flussi verso i paesi importatori.
- Mais: può beneficiare di un sostegno indiretto dalle preoccupazioni sulla logistica del Mar Nero, anche se i segnali diretti erano meno specifici rispetto al grano.
- Orzo: resta anch’esso sensibile al rischio per le esportazioni dal Mar Nero e all’aumento dei costi di spedizione.
Conclusione finale
Il tono complessivo della giornata è stato moderatamente rialzista per i cereali. Il fattore più importante è stata la minaccia al traffico marittimo nel Mar Nero, che potrebbe influire sulla disponibilità globale di grano e aumentare i costi logistici per altri cereali da mangime. Tuttavia, l’assenza di danni confermati alle infrastrutture portuali ucraine limita l’entità della reazione. In breve, il mercato ha ricevuto sostegno dall’escalation del rischio, ma non ancora da una confermata grave interruzione fisica su larga scala.