Cereali e semi oleosi contrastati mentre il rischio nel Mar Nero compensa la forte pressione da abbondanza dell’offerta
Il tono del mercato è stato contrastato. Il rischio geopolitico nel Mar Nero e la forza del comparto del girasole hanno offerto supporto, ma ciò è stato in gran parte compensato da maggiori scorte di cereali, dal miglioramento della logistica export, dalla pressione del raccolto sul mais e da segnali ribassisti sull’offerta di soia.
Panoramica
I mercati agricoli hanno scambiato con un tono contrastato nel corso della giornata. Da un lato, i prezzi hanno trovato supporto nel rinnovato rischio geopolitico nel Mar Nero, nelle preoccupazioni sulla continuità delle esportazioni e in segnali di costo più sostenuti legati all’energia. Dall’altro, il flusso più ampio di notizie indicava un’offerta abbondante: maggiori scorte di cereali in Ucraina, ripresa delle spedizioni via Azov, pressione del raccolto sul mais e un contesto ribassista per la soia legato alla produzione record negli Stati Uniti e alla debole domanda di oli vegetali.
Il grano è stato particolarmente combattuto. Il supporto è arrivato dall’interesse cinese per il grano statunitense e dai ricorrenti titoli sul rischio nel Mar Nero, ma ciò è stato controbilanciato da notizie che suggerivano una logistica regionale più fluida e un temporaneo attenuarsi del premio di guerra. Il mais ha mostrato una tendenza più debole con l’aumento della pressione del raccolto sia in Europa sia in Nord America. Anche la soia ha affrontato un tono fondamentale generalmente negativo, sebbene le vendite all’esportazione abbiano fornito un certo supporto nella parte finale della seduta. Il girasole si è distinto come il segmento più solido del comparto.
Fattori rialzisti
- La tensione geopolitica nel Mar Nero ha mantenuto vivo il premio al rischio per cereali e semi oleosi.
- Gli avvertimenti sulle minacce alle esportazioni ucraine hanno sostenuto la cautela sulla disponibilità globale di cereali.
- Prezzi del petrolio più elevati e restrizioni russe sul diesel hanno indicato costi più alti per carburante, trasporto, essiccazione e logistica.
- Le piogge nell’Australia orientale potrebbero ritardare il raccolto e potenzialmente danneggiare la qualità dei cereali, offrendo un lieve supporto a grano e orzo.
- L’interesse cinese per il grano statunitense e le vendite all’esportazione di soia hanno aggiunto un supporto selettivo dal lato della domanda.
- Il comparto del girasole in Ucraina si è rafforzato grazie all’impennata delle esportazioni di semi di girasole e ai prezzi più alti dell’olio di girasole.
Fattori ribassisti
- Le scorte di cereali dell’Ucraina sono aumentate su base annua, segnalando una maggiore disponibilità di offerta dal Mar Nero.
- La valutazione da parte della Russia di proposte sul grano del Mar Nero e la riapertura delle esportazioni via Azov hanno ridotto il rischio percepito di interruzioni.
- La ripresa delle spedizioni di cereali nel Mar d’Azov ha aggiunto pressione inizialmente sull’orzo, con effetti di trascinamento su grano e mais.
- Il mais è rimasto sotto pressione da raccolto, amplificata da importazioni UE più forti e da notizie di rese record di mais e soia negli Stati Uniti.
- I futures sui cereali a Chicago hanno chiuso in calo, con il mais ai minimi di quattro mesi.
- La soia ha affrontato una combinazione ribassista di aspettative di raccolto record negli Stati Uniti, mercati degli oli vegetali deboli, domanda export fiacca in alcuni report e scorte elevate di olio di soia con domanda debole in Cina.
Note sulle commodity
- Grano: contrastato. Il rischio nel Mar Nero e la possibile domanda cinese sono stati di supporto, ma la normalizzazione della logistica e l’attenuazione del premio di guerra sono stati ribassisti.
- Mais: per lo più debole-ribassista a causa della pressione del raccolto, delle rese record, dei prezzi più bassi a Chicago e della maggiore offerta europea. La domanda taiwanese di etanolo è stata di supporto ma limitata.
- Orzo: sotto pressione per la ripresa delle spedizioni via Azov, anche se le piogge in Australia hanno offerto un certo supporto compensativo.
- Girasole: il segmento più forte della giornata, sostenuto da esportazioni più robuste e prezzi dell’olio più sostenuti.
- Soia: ampiamente ribassista per offerta e oli, anche se le vendite all’esportazione hanno contribuito a stabilizzare il sentiment nella parte finale della seduta.
Conclusione finale
L’orientamento complessivo della giornata è stato neutrale, con evidenze chiaramente contrastanti. Il rischio nel Mar Nero e la forza del girasole hanno impedito una vendita generalizzata più ampia, ma la pressione dal lato dell’offerta e quella legata al raccolto sono rimaste dominanti su mais e soia, mentre il grano è rimasto stretto tra il supporto geopolitico e il miglioramento della logistica regionale. Nel breve termine, il grano potrebbe restare guidato dai titoli, mentre mais e soia appaiono ancora più esposti alla pressione di raccolto e scorte che a nuovi shock rialzisti della domanda.