Rassegna quotidiana del mercato: il rischio nel Mar Nero ha guidato la seduta, ma i segnali dal lato dell’offerta hanno limitato il rialzo
Il 2 settembre, cereali e semi oleosi sono stati sostenuti principalmente dall’escalation dei rischi nel Mar Nero, dagli attacchi collegati a Odesa e dall’incertezza sulla sicurezza delle spedizioni. Tuttavia, la pressione ribassista è arrivata dal cambiamento della politica di esportazione del grano dell’India, dalla sospensione del dazio all’esportazione della Russia e dall’avvio della raccolta del nuovo raccolto in Ucraina, lasciando il tono complessivo misto ma moderatamente più solido.
Panoramica
La seduta del 2 settembre è stata guidata principalmente dal rischio geopolitico nel Mar Nero. Una serie di titoli su attacchi che coinvolgono Odesa, l’intensificarsi delle ostilità, l’insicurezza delle spedizioni e l’assenza di basi per rilanciare l’accordo sul grano ha sostenuto innanzitutto il grano, con effetti di trascinamento su mais, orzo e il complesso del girasole. Un ulteriore supporto è arrivato dalle preoccupazioni meteo in Europa e negli Stati Uniti, nonché da prezzi del diesel più elevati che aumentano i costi di trasporto e operativi delle aziende agricole.
Tuttavia, il mercato non è stato rialzista in modo unidirezionale. I prezzi hanno subito pressione anche per la notizia che l’India ha revocato il divieto di esportazione del grano, per la sospensione del dazio all’esportazione dei cereali da parte della Russia e per i segnali che le forniture del nuovo raccolto di mais, girasole e soia stanno iniziando a entrare sul mercato in Ucraina. Di conseguenza, il tono della giornata è stato moderatamente positivo nel complesso, ma chiaramente misto sul piano dei fondamentali.
Fattori rialzisti
- Il rischio per le esportazioni nel Mar Nero è stato il tema dominante. Le notizie secondo cui non vi erano basi per riprendere l’accordo sul grano, insieme agli attacchi su Odesa, all’intensificarsi degli attacchi nel Mar Nero e agli appelli per un nuovo meccanismo di sicurezza delle spedizioni, hanno tutti aggiunto un premio per il rischio ai mercati dei cereali.
- I titoli che avvertivano che gli attacchi potrebbero soffocare l’offerta globale di cereali e che le navi stanno adottando difese anti-drone di fortuna hanno rafforzato le preoccupazioni su logistica, assicurazioni e affidabilità dei flussi di esportazione.
- In Europa, il mais ha trovato supporto dagli shock climatici in Ungheria e Romania, che aumentano il rischio di rese più basse in importanti aree produttive dell’UE.
- Anche il grano ha ricevuto supporto dal caldo record in Europa e dalla siccità nelle aree statunitensi del grano, entrambi fattori che indicano possibili pressioni su resa e qualità.
- Per il mais, un altro elemento di supporto è stato il crescente fabbisogno di importazioni di mais in Egitto legato a una domanda più forte di mangimi.
- Per la soia, il sentiment è migliorato grazie ai continui acquisti cinesi di soia statunitense del nuovo raccolto.
Fattori ribassisti
- Il principale contrappeso per il grano è stata la decisione dell’India di revocare il divieto di esportazione del grano, insieme alle notizie di un raccolto record e di una finestra di esportazione più ampia. Ciò implica che più offerta potrebbe raggiungere il mercato mondiale, anche se l’effetto reale dipende dai volumi spediti e dai prezzi interni.
- Anche la sospensione del dazio all’esportazione dei cereali da parte della Russia è stata ribassista per il grano perché potrebbe migliorare la competitività delle esportazioni russe di cereali.
- La notizia che l’UE si sta muovendo per sostenere le esportazioni di cereali ucraine suggerisce una logistica più fluida e più prodotto che raggiunge il mercato, compensando in parte il premio per il rischio del Mar Nero.
- La pressione stagionale è arrivata anche dall’avanzamento della raccolta in Ucraina: sono iniziate le raccolte di girasole e soia, e quella del mais è iniziata in due regioni, segnalando l’ingresso di nuova offerta nella filiera.
- Nel mais, un ulteriore fattore negativo di breve termine è arrivato dalle prese di profitto dopo il rally.
Note sulle commodity
- Grano: il rischio nel Mar Nero è rimasto il motore principale. Ma i segnali ribassisti dal lato dell’offerta provenienti da India e Russia hanno impedito un movimento rialzista più netto.
- Mais: sostenuto dall’incertezza nel Mar Nero, dallo stress meteo nell’UE e dalla maggiore domanda d’importazione egiziana. Allo stesso tempo, l’avvio della raccolta in Ucraina e le vendite tecniche hanno limitato i guadagni.
- Orzo: poche notizie dirette, ma probabilmente ha beneficiato della stessa narrativa sul rischio per le esportazioni nel Mar Nero che ha interessato i cereali foraggeri.
- Girasole: il rischio logistico nel Mar Nero è stato di supporto, ma l’avvio della raccolta in Ucraina ha aggiunto una lieve pressione stagionale. La minore produzione di semi di girasole in Cina ha offerto un ulteriore modesto elemento positivo.
- Soia: la domanda cinese di soia statunitense è stata di supporto, mentre le aspettative di raccolta rapida in Arkansas e l’avvio della raccolta in Ucraina hanno aggiunto una pressione dell’offerta localizzata.
Conclusione finale
Alla chiusura, il tono del mercato è stato moderatamente rialzista, principalmente perché l’escalation nel Mar Nero ha dominato il sentiment. Questo premio per il rischio è stato più visibile nel grano e si è esteso a mais, orzo e mercati collegati al girasole. Tuttavia, il rialzo è stato limitato da una disponibilità potenzialmente maggiore di esportazioni di grano dall’India, da esportazioni russe più competitive e dalla nuova offerta stagionale del raccolto dall’Ucraina. In sintesi, il bilancio delle notizie ha favorito un moderato orientamento al rialzo, ma con evidenze chiaramente contrastanti.