Il rischio nel Mar Nero ha sostenuto i cereali, mentre la pressione stagionale dei raccolti asiatici ha limitato i rialzi
Il tono del mercato il 9 agosto è stato moderatamente favorevole per i cereali e alcuni semi oleosi, trainato dall’aumento dei rischi per la sicurezza nel Mar Nero dopo un importante attacco su Odesa. Tuttavia, l’inizio del raccolto di grano in Cina e la natura localizzata di diverse notizie asiatiche hanno limitato il potenziale rialzista più ampio.
Panoramica
La giornata si è conclusa con un tono moderatamente rialzista per i mercati agricoli, soprattutto per le colture legate ai flussi di esportazione del Mar Nero. Il principale fattore trainante è stato il crescente rischio legato alla guerra attorno all’Ucraina e al Mar Nero. Lo sviluppo più importante è stato il attacco su larga scala a Odesa, che ha aumentato le preoccupazioni sulla logistica portuale e su possibili interruzioni delle spedizioni di cereali e semi oleosi. Un ulteriore sostegno è arrivato dalle notizie di attacchi contro asset militari e navi nel Mar Nero, oltre che da segnali più ampi di intensificazione della tensione regionale.
Detto questo, il quadro non è stato uniformemente rialzista. In Cina, il raccolto di grano è iniziato nello Heilongjiang, indicando l’ingresso sul mercato di nuove forniture del raccolto e creando una lieve pressione stagionale. Alcune delle notizie asiatiche sul grano avevano inoltre una natura principalmente domestica o regionale, limitando la loro capacità di modificare da sole l’equilibrio globale.
Fattori rialzisti
- Il massiccio attacco a Odesa ha aumentato il rischio percepito per la logistica portuale del Mar Nero e per le esportazioni ucraine. Questo è stato il fattore di sostegno più forte della giornata per i mercati di grano, mais, orzo e prodotti legati al girasole.
- Le notizie secondo cui droni hanno colpito sistemi militari, radar e navi nel Mar Nero hanno accresciuto il rischio regionale per spedizioni e sicurezza, anche senza una conferma di un’immediata interruzione dei flussi fisici di esportazione.
- Le notizie di attacchi nei pressi di Kyiv e dichiarazioni che indicavano una possibile ulteriore escalation della guerra hanno contribuito a mantenere un premio per il rischio geopolitico nei mercati dei cereali.
- Un riepilogo asiatico sul grano ha rilevato che i prezzi del grano australiano hanno raggiunto a luglio il massimo degli ultimi 13 mesi nel contesto dell’escalation Russia-Ucraina, rafforzando l’idea che la tensione nel Mar Nero stia già influenzando una più ampia formazione dei prezzi del grano.
- In Europa, i livelli d’acqua ai minimi storici nel fiume Po in Italia hanno sollevato preoccupazioni per irrigazione e rese delle colture ad alta intensità idrica, in particolare mais e soia, offrendo sostegno ai mercati dei mangimi.
- L’avvertimento dell’ONU secondo cui l’impennata dei prezzi dei fertilizzanti potrebbe compromettere il raccolto di grano dell’Afghanistan del 2027 ha aggiunto una lieve nota di sostegno per il grano, sebbene soprattutto a livello locale.
Fattori ribassisti
- L’inizio del raccolto di grano nello Heilongjiang suggerisce che nuove forniture stanno entrando sul mercato, un fattore stagionale ordinario ma lievemente negativo per il grano.
- L’aumento dei prezzi del grano e la resistenza dei molini in Pakistan sembrano essere principalmente una questione di mercato interno, piuttosto che la prova di una più ampia carenza globale.
- Molti dei titoli sul Mar Nero non confermano ancora un’interruzione diretta e su larga scala delle esportazioni, il che significa che parte del sostegno del mercato resta un premio per il rischio piuttosto che una risposta a una perdita di offerta già concretizzata.
Note sulle commodity
- Grano: il beneficiario più evidente della giornata. Il sostegno è arrivato dall’escalation nel Mar Nero, dal riepilogo asiatico dei prezzi del grano e dalla solidità localizzata in Pakistan. La pressione stagionale del raccolto in Cina ha agito nella direzione opposta.
- Mais: moderatamente sostenuto dal rischio per le esportazioni nel Mar Nero e dalle preoccupazioni legate alla siccità in Italia.
- Orzo: più tonico soprattutto per il rischio logistico nel Mar Nero e l’incertezza sulle esportazioni.
- Girasole: tono positivo per l’elevato rischio attorno alle spedizioni ucraine nel Mar Nero.
- Soia: leggermente sostenuta dallo stress idrico del fiume Po, anche se le notizie specifiche sulla soia sono state limitate.
Conclusione finale
Il segnale complessivo è stato moderatamente rialzista, concentrato sul complesso di cereali e semi oleosi del Mar Nero. L’attacco a Odesa ha avuto il peso maggiore, mentre la più ampia escalation militare ha mantenuto elevati i premi per il rischio. Tuttavia, l’assenza di una confermata grave interruzione fisica delle esportazioni e l’arrivo stagionale delle forniture di grano cinese hanno impedito una conclusione più fortemente rialzista. In sintesi, il mercato è apparso sostenuto più dal rischio geopolitico che da un cambiamento pienamente confermato dei fondamentali globali dell’offerta.