Cereali e semi oleosi stretti tra il rischio meteo negli Stati Uniti e segnali contrastanti dal Mar Nero
Il 22 settembre i mercati hanno ricevuto input contrastanti. Il sostegno è arrivato dal ritardo del raccolto negli Stati Uniti, da preoccupazioni localizzate sulle rese e dal rinnovato rischio logistico nel Mar Nero. La pressione è arrivata da esportazioni ucraine di mais più forti, dalle discussioni su una possibile tregua sui cereali e dall’espansione della capacità di esportazione russa.
Panoramica
Il 22 settembre ha portato un tono contrastante sui mercati dei cereali e dei semi oleosi. Sul fronte di sostegno, il mercato si è concentrato sulle piogge eccessive negli Stati Uniti, soprattutto in Iowa e più in generale nella Corn Belt, dove le condizioni di umidità stanno ritardando il raccolto di mais e soia e aumentando il rischio di perdite qualitative. La soia ha trovato sostegno anche nelle notizie di scorte in calo, in una ripresa della domanda cinese e in un ottimismo di più lungo periodo legato a una domanda più forte di materie prime per biocarburanti.
Allo stesso tempo, diversi sviluppi hanno avuto un’impostazione ribassista, soprattutto dal Mar Nero e dal Sud America. Le esportazioni ucraine di mais sono quasi raddoppiate a 1,8 milioni di tonnellate, la Russia sta convertendo terminal nel Baltico e nell’Artico per le esportazioni di cereali e i titoli diplomatici hanno suggerito possibili progressi verso flussi di cereali dal Mar Nero più stabili. Più tardi nella giornata, il Brasile ha aggiunto un ulteriore segnale di offerta più morbida con un raccolto di mais quasi completato e progressi superiori alla media per la semina della soia e del mais estivo.
Fattori rialzisti
- Il rischio meteo negli Stati Uniti è rimasto un fattore chiave di sostegno. Le forti piogge in Iowa e in tutta la Corn Belt minacciano ritardi nel raccolto, perdite produttive e deterioramento della qualità per mais e soia.
- La delusione localizzata sulle rese del mais negli Stati Uniti nell’Illinois centrale ha aumentato le preoccupazioni, anche se l’impatto non è ancora abbastanza ampio da definire l’intero mercato.
- La soia ha ricevuto sostegno diretto dalle aspettative di un’offerta più stretta e da una ripresa della domanda cinese.
- Il rischio geopolitico nel Mar Nero è rimasto nel complesso di sostegno: notizie di escalation della guerra, attacchi che colpiscono la flotta ombra russa e aumento dei costi commerciali hanno tutti indicato noli, assicurazioni e incertezza sulle esportazioni più elevati.
- Costi più alti di diesel e fertilizzanti negli Stati Uniti possono sostenere indirettamente i valori di cereali e semi oleosi aumentando i costi di raccolta, essiccazione, trasporto e produzione.
- Anche le notizie sulla domanda strutturale sono state di sostegno, con uno studio che indica un forte aumento di lungo periodo della produzione globale di biocarburanti, positivo per le materie prime di mais e semi oleosi.
Fattori ribassisti
- Le esportazioni ucraine di mais sono quasi raddoppiate, segnalando una maggiore offerta fisica che raggiunge i canali di esportazione.
- L’espansione dell’infrastruttura di esportazione russa suggerisce una maggiore capacità di spedizione di cereali, elemento ribassista per il grano e potenzialmente per altri cereali foraggeri del Mar Nero.
- I titoli sui progressi diplomatici relativi al piano cerealicolo della Turchia e all’apertura dell’Ucraina a una tregua sui cereali potrebbero ridurre il premio di rischio del Mar Nero se la logistica migliorasse.
- Alcuni report hanno indicato progressi più rapidi del raccolto negli Stati Uniti, che aumenterebbero la pressione dell’offerta nel breve termine, soprattutto sul mais.
- Il Brasile ha aggiunto un segnale negativo sull’offerta attraverso un raccolto di mais quasi concluso e solidi progressi iniziali nel nuovo ciclo di soia e mais estivo.
- La debolezza dei futures sul grano a fine seduta ha suggerito che i trader stavano anche rivalutando se le esportazioni dal Mar Nero possano restare sufficientemente disponibili da attenuare i timori sull’offerta.
Note sulle commodity
- Grano: Il tono è stato contrastante. Le tensioni nel Mar Nero, i maggiori costi commerciali e lo spostamento della domanda verso il grano francese sono stati di sostegno, ma la crescita della capacità di esportazione russa e i titoli legati a una tregua hanno agito in senso opposto.
- Mais: Il meteo è stato il principale fattore rialzista, soprattutto negli Stati Uniti. Ma esportazioni ucraine più forti, pressione del raccolto e progressi dell’offerta in Brasile hanno limitato il potenziale di rialzo.
- Soia: La soia è apparsa relativamente solida grazie alle discussioni su un’offerta in calo, alle condizioni umide del raccolto negli Stati Uniti e al miglioramento della domanda cinese.
- Colza/canola: Il sostegno è stato modesto, con solo prove limitate di una forza sottostante nonostante la pressione del raccolto.
- Orzo e complesso del girasole: Ci sono stati pochi nuovi dati diretti, ma il rischio logistico nel Mar Nero è rimasto un fattore di sostegno sullo sfondo.
Conclusione finale
L’equilibrio della giornata è stato descritto al meglio come contrastante fino a neutrale per i mercati globali dei cereali e dei semi oleosi. I problemi meteorologici negli Stati Uniti e l’instabilità nel Mar Nero hanno offerto sostegno, ma questo sostegno è stato compensato da segnali di migliore disponibilità all’esportazione, dalla pressione stagionale del raccolto e dall’espansione dei segnali di offerta da Ucraina, Russia e Brasile. In breve, il mercato non ha avuto un unico driver dominante e gli elementi sono rimasti contrastanti.