Il rischio nel Mar Nero ha fatto impennare nettamente i mercati dei cereali
Il 15 luglio ha portato un tono chiaramente rialzista ai mercati agricoli: l’escalation nel Mar Nero, gli scioperi nei porti e le notizie di una ridotta capacità di esportazione ucraina hanno aumentato il premio per il rischio su grano, mais, orzo e nel complesso del girasole. Ulteriore supporto è arrivato dallo stress da caldo negli Stati Uniti, dalla vivace domanda cinese di soia e da un tono generalmente costruttivo legato all’USDA, anche se le notizie su flussi di esportazione stabili e gli acquisti di grano dell’Egitto hanno offerto un certo contrappeso.
Panoramica
La giornata si è conclusa con un tono fortemente rialzista per le commodity agricole, guidato dal grano, con un sostegno che si è esteso a mais, orzo, prodotti del girasole e, in misura minore, soia. Il fattore dominante è stato un forte aumento del rischio geopolitico e logistico nel Mar Nero. Diversi report hanno segnalato attacchi su Odesa e Chornomorsk, attacchi che hanno interessato il corridoio del Mare di Azov e minacce più ampie per spedizioni, assicurazioni e operazioni portuali. Soprattutto, varie notizie hanno suggerito che la capacità di esportazione di cereali dell’Ucraina è stata materialmente ridotta, spingendo il mercato a prezzare una disponibilità più limitata dell’offerta e un rischio di nolo più elevato.
Al di fuori del Mar Nero, il tono è stato comunque di supporto. Il caldo estremo negli Stati Uniti durante la finestra di impollinazione del mais ha aumentato le preoccupazioni sul rischio per i raccolti, la siccità e la scarsità d’acqua nell’Ovest degli Stati Uniti hanno aggiunto un’altra fonte di preoccupazione dal lato dell’offerta, e la domanda di soia ha ricevuto sostegno da notizie di nuove vendite alla Cina e dalla ripresa degli acquisti cinesi di soia statunitense. Un’altra notizia separata ha inoltre affermato che le prospettive USDA su domanda e offerta sostengono un orientamento positivo dei prezzi per il 2026/27.
Fattori rialzisti
- Il fattore di gran lunga più importante è stata l’escalation lungo il corridoio di esportazione del Mar Nero. I report hanno citato attacchi su Odesa, attacchi collegati al Mare di Azov, rischi per la sicurezza di navi e petroliere e preoccupazioni più ampie di interruzione per la logistica di cereali e semi oleosi.
- Le notizie con il maggiore impatto sul mercato sono state quelle secondo cui la capacità di esportazione di cereali dell’Ucraina è diminuita di un terzo e che gli attacchi russi hanno paralizzato la capacità di esportazione ucraina nel Mar Nero. Questo sposta la narrazione da una tensione geopolitica generale a una minaccia più diretta alla disponibilità fisica per l’export.
- Sul lato russo, le notizie di una possibile carenza di diesel durante il raccolto e il rischio di perdere una quota significativa delle esportazioni di cereali a causa delle interruzioni nel Mare di Azov hanno fornito ulteriore supporto a grano e orzo.
- In Nord America, il caldo durante la fase critica di impollinazione del mais ha aumentato il rischio di perdita di resa, mentre la siccità e la competizione per l’acqua nell’Ovest degli Stati Uniti hanno accresciuto le preoccupazioni più ampie per raccolti e mangimi.
- La soia ha trovato supporto nelle vendite alla Cina riportate dall’USDA e in notizie separate secondo cui la Cina ha ripreso gli acquisti di soia statunitense.
- Anche l’inflazione più ampia dei costi ha fornito sostegno: un mercato del diesel teso e colli di bottiglia nelle spedizioni possono aumentare i costi di raccolta, essiccazione e trasporto in tutta l’agricoltura.
Fattori ribassisti
- Non tutti i segnali sono stati rialzisti. Un report ha affermato che le spedizioni di grano sono rimbalzate e che il ritmo delle esportazioni di mais è rimasto stabile, suggerendo che alcuni canali di approvvigionamento stanno ancora funzionando senza intoppi.
- Gli acquisti da parte dell’Egitto di quasi 4,9 milioni di tonnellate di grano dall’inizio della sua stagione possono implicare una migliore copertura delle scorte e potenzialmente una minore urgenza di importazione nel breve termine.
- I segnali legati ai fertilizzanti sono stati misti. I colli di bottiglia logistici e i maggiori costi del carburante sostengono i prezzi degli input, ma un’altra notizia ha rilevato che i prezzi dei fertilizzanti sono scesi per la quinta settimana consecutiva, limitando l’argomento inflazionistico.
- Anche le notizie sulla domanda asiatica di cereali sono state contrastanti: gli sforzi della Corea del Sud per mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento dei cereali possono sostenere la domanda di importazione, ma la diversificazione delle fonti di approvvigionamento può anche ridurre il rischio di interruzioni e attenuare l’impatto sui prezzi.
Note sulle commodity
- Grano: il chiaro leader. Diversi articoli hanno fatto riferimento direttamente ai rialzi del grano legati alle minacce alle esportazioni nel Mar Nero.
- Mais: sostenuto sia dall’effetto di trascinamento del Mar Nero sia dal rischio meteorologico negli Stati Uniti durante l’impollinazione.
- Orzo: ha beneficiato soprattutto dello stesso canale di rischio regionale per l’export del grano.
- Girasole: ha ricevuto supporto dopo notizie di significative perdite di olio di girasole in seguito a un attacco al terminal di Chornomorsk.
- Soia: tono costruttivo grazie alla domanda cinese di soia statunitense, anche se la soia non è stata il principale motore della giornata.
Conclusione finale
La conclusione principale è che il mercato ha rivalutato nettamente al rialzo il rischio nel Mar Nero. Con ripetute notizie su danni ai porti, minacce alle spedizioni e ridotta capacità di esportazione ucraina, il flusso informativo della giornata è stato decisamente rialzista per il grano e di supporto per mais, orzo, prodotti del girasole e soia. Ci sono stati alcuni segnali ribassisti compensativi, ma non sono stati abbastanza forti da controbilanciare la portata dello shock geopolitico e logistico.